LinkedIn, il social network dedicato ai contatti professionali, non arresta la sua crescita e tocca la vetta dei 150 milioni di iscritti, trasformandosi non solo in un enorme rete utile a chi cerca lavoro, ma anche in un potenziale serbatoio di informazioni al quale i cybercriminali cominciano ad attingere con tecniche sempre più sofisticate.
Tra queste, quella che attualmente spicca prende il nome di spear phishing. Come funziona? Dapprima gli hacker si iscrivono al sito spacciandosi per dipendente o affiliato di una qualsivoglia azienda. La seconda fase consiste nell’acquisire la credibilità necessaria all’interno della rete, accumulando contatti di persone appartenenti alla stessa azienda di cui ci si dichiara indebitamente dipendente.
Successivamente ci si infiltra all’interno di forum aziendali e si aprono nuove discussioni o iniziative che possano contemplare l’invio di mail contenenti malware o spyware. Soltanto così si riuscirà a prelevare dati e informazioni riservate e arrivare a centrare il bersaglio.
Come proteggersi? Innanzitutto monitorando costantemente la propria rubrica di contatti, per verificare se alcuni di loro possano essere identificati come sospetti. Ma i controlli devono essere effettuati anche a monte, soprattutto dagli amministratori delle community, che devono essere in grado di individuare le identità reali dei partecipanti alle discussioni.
Spesso infatti, questi forum di discussione non vengono riconosciuti ufficialmente dalle aziende, e per questo motivo lasciati in balia di organizzatori improvvisati dietro i quali possono abilmente nascondersi anche cybercriminali.


